Uno, doppio, infinito. L’arte incontra la scienza e l’energia del fare

Da venerdì 20 a domenica 22 ottobre presso Casa della pietra “Igo Gruden” (Aurisina, Trieste) si terrà l’iniziativa “Uno, doppio, infinito. L’arte incontra la scienza e l’energia del fare”, tre fitte serate di incontri.

All’iniziativa collabora anche ICS, con un evento che si terrà domenica dalle ore 19.20 alle 20 con Alan Amini (pittrice curdo-iraniana), Ibrahem Naqshbandi (medico afghano), Saleem Hamawand (musicista e compositore curdo-iracheno). Un incontro dedicato agli stranieri appartenenti al mondo dell’arte e della scienza che sono ospitati come rifugiati nel nostro territorio, per comunicare e rivalutare le competenze artistiche e scientifiche che acquisite nei paesi di provenienza.

Social Comedy ad Aiello

Social Comedy, la prima commedia italiana che racconta il mondo dell’accoglienza, torna sulle scene teatrali della regione FVG. L’appuntamento è per martedì 17 ottobre alle ore 20.45 nella Sala Civica di Aiello del Friuli (Udine).

Ostacoli e progressi: verso una politica europea sui profughi e un diritto d’asilo comunitario

Incontro con Chiara Favilli (Università di Firenze) e Gianfranco Schiavone (ASGI)

Fondato su di un’armonizzazione parziale e, fino al 2011-13, ispirata a standard minimi comuni fra gli Stati membri partecipanti, il sistema di asilo europeo è entrato in crisi per effetto della c crisi migratoria, ossia gli ingenti flussi di immigrazione c.d. mista provenienti dall’Africa e dal Vicino Oriente a partire dal 2011 e vertiginosamente accresciutisi a cavallo tra il 2015 e il 2016.

La crisi ha messo in luce le deficienze normative del sistema comune europeo di asilo, rivelando all’opinione pubblica l’insostenibilità del meccanismo di Dublino. Numerosi correttivi sono stati adottati a livello europeo, fra i quali accordi con Stati terzi dell’area maghrebina per “arrestare” o selezionare i migranti in cerca di protezione; il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne, e gli strumenti di rimpatrio forzoso degli irregolari, tramite la guardia di frontiera e costiera europea. Neppure la situazione di perdurante eccezionalità sembra però orientare gli Stati membri e le istituzioni politiche europee verso un radicale mutamento di rotta per quanto riguarda Dublino, considerato elemento fondamentale del sistema europeo di asilo.

L’evento si terrà giovedì 28 settembre 2017 alle ore 17.00
presso la Biblioteca Statale S. Crise, in Largo Papa Giovanni XXIII n. 6 (Trieste).

A cura di Thomas Jansen (Circolo della Cultura e delle Arti)
Modera l’incontro Stefano Amadeo (Università degli Studi di Trieste)

L’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo: l’esperienza di Trieste e la campagna “Ero straniero”

Mercoledì 27 settembre alle ore 18.30, nel Centro culturale Veritas di via Monte Cengio 2/1A si terrà l’incontro L’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo e dei profughi: l’esperienza di Trieste e la campagna “Ero straniero”.

Nell’evento si affronteranno due temi: da un lato ci si occuperà della campagna nazionale “Ero straniero” – alla quale ICS aderisce – dall’altra si spiegherà cos’è e come funziona il sistema di accoglienza triestino. L’incontro è finalizzato a fornire alla cittadinanza dati e informazioni per comprendere la situazione al di là delle sterili strumentalizzazioni politiche.

I relatori dell’incontro saranno Gianfranco Schiavone, presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS), e Caterina Bove, dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI).

Presentazione a Trieste di “Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio” con l’autore Luca Leone

Venerdì 15 settembre, alle ore 18 alla libreria Lovat di Trieste (Viale XX settembre n° 20), verrà presentato il libro-reportage “Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio” di Luca Leone.

Scheda del libro

Nella primavera del 1992, all’inizio del conflitto che sino alla fine del 1995 insanguinerà la Bosnia Erzegovina, Višegrad viene sottoposta a un intenso bombardamento da parte dell’esercito regolare jugoslavo. Ritiratesi le forze armate, millantando una situazione ormai sicura e sotto controllo, la cittadina della Bosnia orientale finisce sotto il controllo di un gruppo paramilitare guidato dai cugini Milan e Sredoje Lukić, che inaugurano un regime del terrore e dell’orrore. In pochi mesi la pulizia etnica ai danni dei musulmani-bosniaci – che costituivano il 63% della popolazione locale – viene portata a termine con operazioni di rastrellamento, deportazioni, omicidi di massa e persino attraverso la combustione, in almeno due casi, di decine di civili all’interno di case private. Circa tremila persone vengono uccise e fatte scomparire. Lo stupro etnico ai danni di donne, bambini e uomini diviene pratica comune. Il fiume Drina, mirabilmente cantato dal premio Nobel per la letteratura Ivo Andrić, diviene la più grande fossa comune di quella guerra.

Questo reportage scritto sul campo racconta le vicende, raccoglie le testimonianze di tutte le parti e fa il punto sull’episodio che ha rappresentato la prova generale di ciò che sarebbe accaduto tra il 1992 e il 1995 a Srebrenica, Prijedor, Foča e in altri luoghi passati alla storia per la crudeltà degli eventi verificatisi.