Giornata Mondiale del Rifugiato 2019: gli eventi triestini

Il 20 giugno 1951 venne approvata la Convenzione sui Rifugiati da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per ricordare questo evento, dal 2001 ricorre, in questa data, la Giornata Mondiale del Rifugiato. Lo scopo dell’iniziativa è richiamare l’attenzione sul diritto d’asilo, garantito non solo da diritto internazionale ma anche dall’articolo 10 della Costituzione italiana.

Questo è il programma completo delle iniziative programmate a Trieste:

Giovedì 13/06 al Teatro dei Fabbri, dalle ore 20:00 in un unica serata

ICS in collaborazione con l’ass. culturale Tina Modotti presenta:

  • il film “Libre/Libero” Val Roia. Un pezzo di terra di 59 km diviso tra l’Italia e la Francia, l’ultima frontiera dopo Ventimiglia, un posto perso in mezzo alle Alpi Marittime che non appartiene del tutto a nessun paese. Una terra di transito, che si espande in quanto non ha un’identità chiara, ma è anche un luogo fermo, dove si svolge Libero, il film del documentarista francese Michel Toesca, fuori concorso al festival di Cannes del 2018. Titolo originale: Libre, Francia, 2018 Regia: Michel Toesca, Durata: 100′
  • il libro “Il passo della morte. Storie e immagini di passaggio lungo la frontiera tra Italia e Francia” Prefazione di Gianluca Paciucci, introduzione di Annamaria Rivera, Postfazione di Donatella Alfonso. Un affresco di storia lungo secoli transita per il Passo della Morte. Ventimiglia da questa parte, Mentone oltre la frontiera. Attraverso boschi e montagne si snoda il sentiero che conduce fino al pericoloso Passo. Da lì molti migranti, soprattutto africani, cercano oggi di lasciare l’Italia per raggiungere la Francia. A volte da soli. Altre guidati da esosi e pericolosi passeur. E talvolta, lassù, qualcuno muore. “Cosa sia una frontiera, quale ne sia lo spessore, il peso, l’odore, e quello di chi la attraversa; quali persone abbia salvato, quante ne abbia condannate, attraendo con le luci appena al di là e poi tradendo con rabbiosi dirupi che ingoiano corpi; quali miti e narrazioni si impiglino al filo invisibile o spinato che separa l’inseparabile, ovvero un paesaggio, una natura, che vivono di continuità e che solo l’incuria o l’amorevolezza dell’essere umano possono rendere differenti. Cosa sia una frontiera veniamo a saperlo con più forza dal prezioso libro che avete tra le mani”. (Gianluca Paciucci)

Dal 13/06 al 20/06 Open Day appartamenti e strutture ICS & Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin

In questo periodo alcune strutture e appartamenti di ICS Ufficio Rifugiati ONLUS e Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin ONLUS saranno aperti alla cittadinanza curiosa di conoscere e incontrare i progetti d’accoglienza, i richiedenti asilo e i rifugiati:

• 13/06, dalle 9:30 alle 12:30, appartamento ICS di campo San Giacomo 15

(campanello ICS). Ad aspettarvi oltre al personale e agli accolti ci saranno biscotti, dolci, tè e succhi di frutta.

• 15/06, dalle 10:30 alle 15:00, Casa Steffé in località Bristie 20

(Sp1 da Prosecco a Sistiana, fermata del bus 44 prima di S.Croce)

Grazie al progetto SpaziAttivi di Arci Servizio Civile, la struttura della Fondazione Luchetta in cui opera lo Sprar di Sgonico apre ad un Laboratorio di Cittadinanza Partecipata sul tema integrazione e ospita una grande festa in nome del gioco, della musica, e della convivenza pacifica.

Programma della giornata:

10.30 – Animazione per bambini a cura di Ernesto Animazione

11.00 – Presentazione del progetto SPRAR di Sgonico + Focus

sull’evoluzione del sistema di accoglienza in Italia

13.00 – Pranzo Interculturale

14.00 – Laboratorio di Capoeira a cura di @CapoeiraRiomarTrieste

15.00 – Musica dal Mondo a cura di Gabriele Grieco

• 19/06 – dalle 16:00 alle 18:00 struttura collettiva di via Gozzi 4, ingresso piano strada.

Ad aspettarvi oltre al personale e agli accolti ci saranno té e biscotti.

20/06 FLASHMOB “Silenzio”

  • Quest’anno, nel consueto giorno dedicato alla figura e alla condizione dei rifugiati di tutto il mondo, vogliamo invitare a riflettere sulla condizioni in cui il diritto d’asilo sta per essere gettato se la politica nazionale ed europea non imprimerà una svolta di principio. In Italia le condizioni di lavoro per chi da anni si è speso per la tutela di richiedenti asilo e rifugiati – e parallelamente, non con meno impegno, ha fornito un servizio sociale per conto dello Stato e per la cittadinanza – stanno per cambiare drasticamente in peggio, con meno integrazione per i beneficiari e meno posti di lavoro per tutti. Per questo il 20/06 abbiamo optato per celebrare un minuto di silenzio: un minuto di sospensione per le migliaia di vite sospese su di un filo (spinato) o sulla linea di galleggiamento del mare, ma un minuto di silenzio anche per tutte le colleghe e i colleghi che hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro. Un minuto di silenzio perché oggi in questo esatto momento, in questo paese, in questa Europa, dire #IOSTOCONLACCOGLIENZA sembra un delitto e un’offesa per gli altri. Per chi crede nel lavoro che facciamo, nel diritto d’asilo, nell’accoglienza a condizioni degne, l’invito a prendere parte al flashmob è open borders, senza frontiere. Per partecipare scrivi a: attivita@icsufficiorifugiati.org, riceverei le informazioni necessarie.

23/06 dalle 17:00 alle 23:00 al Giardino di via San Michele:

Festa progetto “Spazi Attivi” e commemorazione Giornata Mondiale del Rifugiato

  • ICS vi aspetta insieme ad ARCI Servizio Civile per ricordare in festa la Giornata Mondiale del rifugiato e la fine del progetto “Spazi Attivi”, che ha visto come parte integrante l’open day di Bristie e un laboratorio di cittadinanza, di cui verrà presentato il prodotto finale.

25/06 ore 21:00 al Lunatico festival

Spettacolo teatrale “TRACCE – acquerelli di umanità varie”

  • ICS in collaborazione con eTielleZeta, nell’ambito del Lunatico Fetsival presenta: “TRACCE – acquarelli di umanità varie” (liberamente ispirato a “Voci Rimosse – I profughi di Eidomeni” di Alberto Flego) Regia di Sara Galiza/Lorenzo Zuffi. Dal laboratorio teatrale “I Rinnegati” ne deriva la restituzione dal titolo “Tracce”. Una riflessione sulle tracce visibili che lasciamo nel mondo che ci circonda, come interagiamo con esso, come questo ci modifica. Le tracce sono anche le azioni che non facciamo, laddove non interveniamo per cambiare lo stato delle cose. Come ci segnano le tracce che gli altri lasciano? Non solo, le tracce sono anche quelle invisibili, quelle che non ci accorgiamo di lasciare, convinti che nulla di ciò che facciamo rimanga e che la nostra traccia non conti. Perché risvegliarsi dall’indifferenza? Quando ricordarsi di essere umani? Come riascoltare ciò che avviene nel mondo? Questo lavoro nasce dalle tracce/storie lasciate dai corsisti durante lo svolgimento del laboratorio e prende ispirazione dal testo “Voci Rimosse – I profughi di Eidomeni” e dalla versione teatrale “I Rinnegati” di Alberto Flego.

Il sistema dell’accoglienza a Trieste: report statistico 2018

Nella mattina del 7 giugno 2019 è stato presentato, nella sede della Caritas di via di Cavana 16, il report statistico dell’accoglienza a Trieste dell’anno 2018.

«Questo report è per noi un appuntamento annuale», afferma don Amodeo della Caritas, realtà che ha curato il report insieme agli altri enti gestori dell’accoglienza (ICS, Lybra, Duemilauno) e con il contributo grafico de La Collina.

«Lo facciamo per lavorare in trasparenza, quelli che presentiamo sono i dati ufficiali e condivisi con la Prefettura», continua don Amodeo. «Al momento questa città, relativamente alla presenza di rifugiati, non ha problemi di ordine pubblico. Trieste è un modello civile e pacifico di convivenza, con appartamenti dislocati in tutta la città che permettono il contatto degli accolti col resto della cittadinanza».

A esporre i contenuti del report è Gianfranco Schiavone, presidente di ICS: «Il primo dato rilevante è che abbiamo sempre più persone di quanti sono i posti disponibili in accoglienza. Ciò è dovuto al forte aumento di arrivi verificati nel corso del 2018, confermati nei primi mesi del 2019». Se un amento c’è, però, «non siamo in una situazione emergenziale». Per questo motivo «non vogliamo aumentare i posti “ordinari” dell’accoglienza, anche perché non si riuscirebbe a garantire l’inclusione sociale degli accolti. C’è invece bisogno di un’attenzione maggiore per garantire la prima accoglienza e i trasferimenti verso altre città meno esposte agli arrivi».

Il report testimonia, continua Schiavone, che abbiamo una popolazione di richiedenti asilo e rifugiati giovane e composta per un terzo da nuclei familiari: «è un’enorme ricchezza sociale, specie per un Paese che invecchia rapidamente e nel quale la forbice tra popolazione attiva e non attiva sta diventando drammatica».

Dal report risulta anche che numero degli appartamenti quasi coincide con quello dei proprietari: «niente palazzinari insomma, e i prezzi degli affitti sono quelli ordinari di mercato». Per quanto riguarda l’integrazione e la formazione degli accolti, il report si occupa anche del numero elevatissimo di corsi di italiano, corsi di formazione, tirocinii attivati ed enti coinvolti. «Si tratta di risorse economiche che vanno al territorio, a enti che non sono Caritas e ICS», osserva Schiavone.

Dove vanno a finire i soldi, in sintesi? A Trieste. Ma «lo scenario che si potrebbe profilare a seguito delle scelte non lungimiranti dell’attuale governo sono – afferma Schiavone – inquietanti»: «i tagli sono netti e insensati. Dove mettiamo le persone? Chi le seguirà? La politica non dà risposte e dà invece informazioni demagogighe. In tal modo non ci sarà un risparmio ma si creerà disagio, perché le persone non spariranno nel nulla e continueranno a esserci».

Un dato particolarmente grave è l’annullamento, con il nuovo bando, di tutte le attività di integrazione sociale e di formazione. Il risultato è che si avranno «centri-pollaio, possibilmente di enormi dimensioni, dove “parcheggiare” le persone, producendo tensione sociale». Le conseguenze saranno gravi anche a livello occupazionale: «sono 278 i dipendenti che rischiano il posto di lavoro, la gran parte dei quali (241) hanno contratti a tempo indeterminato». Schiavone precisa, a scanso di equivoci, che se la richiesta è di fare i «guardiani del pollaio», snaturando completamente la natura dell’accoglienza, «non saremo noi a farlo».

L’associazione dei medici volontari Don Kisciotte ha invece curato la parte relativa alla salute della prima accoglienza: «la tabella rappresenta l’esito delle visite che abbiamo eseguito al centro di prima accoglienza Casa Malala», afferma Andrea Collareta. «Il tipo di disturbo è quello caratteristico di una popolazione che ha avuto un periodo recente in cui è stato sottoposto a stress fisico e psichico. Non si registrano rilevanti patologie infettive. In sostanza si tratta di persone in salute».

«Si registrano però – aggiunge Schiavone – molti casi di violenza subita nel viaggio. Si tratta di persone ferite, anche da arma da fuoco, anche minori. Le violenze si verificano soprattutto in Croazia al confine con la Bosnia Erzegovina, e sono compiute sia dalla polizia che dalle bande, come testimonia anche un recente rapporto curato da Amnesty International. Trieste è il primo luogo sicuro nel quale queste persone arrivano».

È possibile leggere e scaricare il report integrale cliccando qui