Comunicato Stampa

In riferimento alle dichiarazioni del vicesindaco di Trieste Polidori, relative all’accampamento di una famiglia di etnia rom a Muggia, ICS precisa quanto segue. La famiglia con minori che si era accampata, in condizioni oggettivamente inaccettabili, presso il Molo Ballotta di Muggia è una famiglia di richiedenti asilo che era stata in accoglienza presso una struttura dell’ICS. La stessa famiglia, diversi mesi fa, aveva chiesto di entrare nel programma di rientro volontario assistito; durante il periodo di preparazione burocratica e logistica del viaggio aveva abbandonato l’accoglienza senza fornire alcuna spiegazione e senza lasciare traccia di sé (presumibilmente recandosi in un altro stato dell’Unione, dal quale ha poi fatto rientro a Trieste da poco tempo).

La versione dei fatti fornita da Polidori, secondo la quale sarebbe stato ICS a non curarsi di questa famiglia o l’avrebbe addirittura gettata volutamente in strada, è pertanto pretestuosa e malevola, perché finalizzata esclusivamente – come purtroppo avviene di consueto – a tentare in modo scomposto di gettare discredito sull’operato di ICS e Caritas.

ICS ringrazia il Comune di Muggia per il pronto intervento umanitario effettuato su un nucleo famigliare che non è di sua competenza, e si coordinerà con le autorità nei prossimi giorni per trovare un’adeguata soluzione a questa vicenda.

Manifestazione anti-razzista: le foto

Anche ICS ha aderito alla manifestazione antifascista e antirazzista che sabato 3 novembre ha portato in piazza, nella città di Trieste, oltre 5000 persone. Di seguito alcuni momenti della manifestazione.

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Le istituzioni chiariscano che i respingimenti dei richiedenti asilo sono illegittimi e forniscano i dati

ICS prende positivamente atto delle dichiarazioni della Questura di Trieste, in relazione al fatto che gli accordi di riammissione con la Slovenia non si applicano ai richiedenti asilo. Si tratta di un’affermazione importante e chiarificatrice, che ICS aveva sollecitato in più occasioni, ma senza esito.

ICS tuttavia chiede, a questo punto, che siamo resi pubblici i dati (numeri e nazionalità) relativi ai migranti oggetto di respingimento o riammissione negli ultimi mesi.

Rispetto alle dichiarazioni rese sia dalla Questura che dai sindacati di polizia, secondo le quali non si sarebbero verificate mai delle illegittime riammissioni di richiedenti asilo, questo Ente fa presente di avere raccolto invece decine di testimonianze chiare e precise, analoghe a quelle uscite sulla stampa nazionale e locale. Non vi è alcuna ragione per negare la validità a tali testimonianze, rese liberamente da persone in condizioni di fragilità e precarietà di soggiorno, che non ricevono alcun beneficio dalla loro testimonianza e che ricercano solo un po’ di tranquillità dopo le vicende patite nell’attraversamento dei molti confini. Molte, semmai, sono le persone spaventate che evitano tali argomenti e tacciono per timore.

Riconoscere gli errori per non ripeterli è segno di rigore morale, negare sempre e negare tutto, anche se triste prassi consueta in Italia, non aiuta a consolidare la vita democratica.