In Porto Vecchio la sospensione dei diritti mette a rischio la vita
Nella giornata di oggi un cittadino nepalese 43enne, richiedente asilo, è stato soccorso per arresto cardiaco all’interno dei magazzini del Porto Vecchio di Trieste. L’uomo, che accusava da giorni forti dolori al petto, aveva ricevuto una prima visita medica nel centro diurno di via Udine e stava tentando – senza successo – di avviare la procedura di asilo. I nostri operatori legali avevano inviato una segnalazione via PEC alla Questura sul suo caso lo scorso 31 dicembre.
Nella giornata di ieri aveva tentato di presentarsi in Questura, senza riuscire ad accedere agli uffici. Con condizioni di salute ulteriormente peggiorate, è rientrato nell’area del Porto Vecchio, dove oggi la situazione è precipitata. Di fronte a dolori sempre più intensi, alcune persone connazionali hanno chiamato i soccorsi.
Ciò che emerge con chiarezza è, ancora una volta, il contesto in cui questo episodio si è prodotto: una persona malata, abbandonata in strada nonostante le condizioni climatiche estreme dell’ultima settimana; e, soprattutto, una persona in attesa di un’accoglienza a cui, in quanto richiedente asilo, avrebbe avuto diritto, ma che le è stata di fatto preclusa dai ritardi nell’accesso alla procedura da parte della Questura.
Quanto accaduto non può essere derubricato a un fatto imprevedibile. È l’esito diretto di prassi che ostacolano sistematicamente l’accesso al diritto d’asilo e alle misure di accoglienza, come recentemente documentato dal rapporto Accesso negato. Ritardi, respingimenti informali e mancata tutela delle persone in condizioni di vulnerabilità sanitaria producono un limbo giuridico dalle conseguenze materiali gravissime: settimane o mesi senza riparo, senza cure adeguate, senza alcuna presa in carico istituzionale.
Chiediamo che cessino immediatamente le prassi che negano nei fatti diritti garantiti dalla legge. Ogni ulteriore rinvio rende episodi come questo non accidentali, ma direttamente riconducibili a precise responsabilità istituzionali.
