Le domande che ci pone la morte di Abderrahim Fakir

In questo agghiacciante video pubblicato da La Repubblica si vede un uomo già ammanettato, con la faccia contro l’asfalto, schiacciato da due agenti di polizia e da una terza persona. Urla per il dolore e chiede aiuto ma dopo alcuni infiniti minuti smette di lamentarsi e non si muove più mentre gli vengono legati anche i piedi.
Si tratta di Abderrahim Fakir, cittadino marocchino di 42 anni, in Italia da quando ne aveva 7. Fakir non si muove più perché è morto, come constatano i sanitari, presenti sul posto durante l’intero episodio. Siamo al Pilastro, un quartiere popolare di Bologna.
Il video è durissimo ma riteniamo che guardarlo sia un dovere morale.
Ricordiamo che ricorrono, proprio in questi giorni, i venticinque anni dai fatti del G8 di Genova dove si verificarono – come evidenziò Amnesty International – le più grandi violazioni dei diritti umani mai accadute in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Spetterà alle indagini accertare i fatti e le responsabilità di questa tragedia nel minor tempo possibile ma quanto accaduto torna a porre, ancora una volta, molti e più grandi interrogativi ai quali un Paese che vuole rimanere ancora uno stato di diritto deve dare risposta.
