Tutelare l’indipendenza della magistratura e difendere la Costituzione: le ragioni per cui ICS invita a votare NO al referendum
Il referendum al quale cittadini e cittadine andranno a votare domenica 22 e lunedì 23 marzo riguardal’indipendenza della magistratura e, di conseguenza, l’equilibrio dei poteri dello Stato. In altre parole, è un referendum che riguarda direttamente la nostra democrazia come è stata costruita sulla base dei principi sanciti dalla Costituzione.
La magistratura ha il compito di controllare la legalità dell’azione sia privata che pubblica e tutelare i diritti delle persone, cittadini e non. La sua funzione è quella di aiutare a riequilibrare, applicando la legge, gli squilibri presenti nella società senza condizionamenti. Commentando l’articolo 3 della Costituzione, uno dei grandi costituenti, Piero Calamandrei, disse che “Dà un giudizio, la costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani” (26 gennaio 1955).
L’indipendenza dei giudici e dei pubblici ministeri è dunque strettamente funzionale alla tutela dei diritti dei cittadini e al controllo di legalità sull’azione dei poteri pubblici e privati. Tali funzioni possono essere svolte in modo efficace se sia la magistratura inquirente che quella giudicante sono libere da condizionamenti esterni, in particolare da quellipolitici.
La Costituzione garantisce ai cittadini giudici e pm indipendenti attraverso il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). La norma che viene sottoposta al referendum interviene esclusivamente sul CSM modificandone struttura, composizione e funzioni, incidendo direttamente sull’indipendenza della magistratura. Neppure affronta i problemi concreti della giustizia, come la durata dei processi o la carenza degli organici.
La stessa norma sulla quale si chiede ai cittadini e alle cittadine di pronunciarsi “spezzetta” l’unico organo di governo della magistratura, il Consiglio Superiore della Magistratura, in ben tre distinti organi, indebolendone la funzione.
Infine la norma prevede un sorteggio “falsato” dei suoi componenti, in quanto solo i componenti-magistrati saranno realmente sorteggiati tra i magistrati, mentre i partiti sceglieranno ed eleggeranno i propri componenti, creando pertanto uno squilibrio che andrà a vantaggio delle forze governative.
Che sia in gioco l’equilibrio di poteri voluto dai costituenti e che l’obiettivo sia una magistratura meno indipendente rispetto a quella attuale non è uno slogan o una ipotesi: che sia questo l’obiettivo lo ha in fondo detto lo stesso governo in carica in più occasioni. Tutta la campagna referendaria è stata caratterizzata da una ossessiva campagna politica contro decisioni giudiziarie sgradite all’Esecutivo, specie se tali decisioni riguardavano le migrazioni (come nel caso dei centri in Albania). Nonostante la gestione delle migrazioni non c’entri però nulla con il referendum, chiunque ha potuto vedere bene che l’immigrazione è stata strumentalmente usata in modo molto pesante nella campagna referendaria per il sì e ciò è inacettabile.
Per tutte queste ragioni, ICS invita tutti/e i/le cittadini/e che hanno a cuore la nostra democrazia a votare NO, a prescindere dal proprio orientamento politico.
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